Il Trekking delle Leggende

Il Trekking delle Leggende 

“… uscii all’aperto dell’ultima luce. Le montagne intorno si erano accostate. Il sole radente le perquisiva entrando nelle linee verticali, viagra scendendo alla loro altezza. Veniva voglia di trovarmi lassù dove avveniva lo struscio tra le rocce e la luce. In quell’ora succede un’intimità fisica tra la materia e l’aria. Il sole si spalma a burro, si strofina addosso”  (Erri De Luca).

Barbara Pastori tramontoSono caratterizzati soprattutto dall’atmosfera ancestrale del tramonto e dal colore delicato dell’enrosadira, i miei ricordi più belli sui sentieri del Trekking delle Leggende. Trovarsi ad ammirare le cime dolomitiche in quel momento particolare, consente di entrare in sintonia con l’essenza più profonda della montagna e di questo cammino che si muove tra le leggende più belle delle valli trentine di Fiemme e Fassa e del Primiero. Su tutte, quella di Re Laurino e del suo splendido giardino di rose che offre la fantastica e suggestiva spiegazione sull’origine del fenomeno che, soprattutto nelle serate estive, fa “diventare rosa” la dolomia.

A progettare il Trekking – uno straordinario itinerario ad anello di duecento chilometri – sono stati cinque agguerriti atleti della Valle di Fiemme, tutti molto attivi negli sport della neve, che lo hanno tracciato e percorso in 59 ore di cammino ininterrotto: Pino Dellasega, Attilio Dellagiacoma, Marcello Dellantonio, Giuseppe March e  Sergio Morandini. La loro avventura è iniziata al Passo del Manghen, alle 5 del 22 agosto 2004 ed è terminata nel pomeriggio del 24 agosto a Passo San Lugano, dopo 350.000 passi e 16.000 metri di dislivello.

L’idea alla base del progetto di questo trekking era quella di dimostrare che non serve andare lontano per camminare tra i paradisi d’alta quota. Le nostre Dolomiti sono uniche al mondo, sono un Patrimonio dell’Umanità, ogni gruppo è diverso dall’altro. Lanciandosi in questa avventura, Dellasega ed i suoi quattro compagni d’avventura, hanno voluto creare una valida alternativa ai foto 8grandi trekking extraeuropei, offrendo ai camminatori non solo paesaggi mozzafiato, ma anche la possibilità di riscoprire la nostra storia, i camminamenti e le trincee della Prima Guerra Mondiale, la cultura e le tradizioni del nostro Paese.

La versione originaria del Trekking, come da impresa dei cinque amici fiamazi, prevedeva tappe molto impegnative ed alla portata solo di escursionisti esperti e ben allenati. Così, le Aziende per il Turismo locali hanno sviluppato ed articolato il trekking in modo tale da renderlo accessibile ad un più ampio panorama di camminatori.

L’itinerario è articolato ora su sentieri ben segnalati ed è servito da numerosi rifugi e bivacchi. I 200 chilometri totali sono stati divisi in quindici tappe, mediamente di circa cinque ore di cammino ad esclusione di alcune che superano le otto. Inoltre, gran parte delle tappe può essere percorsa con partenza ed arrivo nel fondovalle.

Il percorso parte dal Lagorai, catena di montagne di origine eruttiva tra le più selvagge ed incontaminate del Trentino. Durante il variegato e lungo cammino si incontreranno aguzze cime dolomitiche, impervi crinali, boschi rigogliosi e suggestivi laghetti alpini. Il Trekking vi porterà ad entrare nei confini del Parco Naturale di Paneveggio-Pale di San Martino, circa 20.000 ettari di enorme valore naturalistico, noto fin dai tempi di Stradivari come preziosa fonte di legno pregiato per la costruzione di tavole armoniche per pianoforti e strumenti a corda.

OLYMPUS DIGITAL CAMERADalla meraviglia dei boschi di abeti, i sentieri vi porteranno a proseguire sui tavolati lunari dell’Altopiano delle Pale: 50 chilometri quadrati di mare di pietra che ispirarono lo scrittore bellunese Dino Buzzati e lo portarono ad immaginare il Deserto dei Tartari. Proseguendo sul percorso del trekking, passerete sotto l’aguzzo e suggestivo Cimon della Pala, ammirerete i panorami della Val Venegia ed arriverete al cospetto della Regina delle Dolomiti, la Marmolada, con la sua parete d’argento.

Dalla Marmolada si raggiunge il Viel del Pan, sentiero che prende il nome dal fatto che in passato veniva usato dai commercianti di farina del bellunese al fine di raggiungere rapidamente l’Alta Val di Fassa senza dovere percorrere le strade di fondo valle. Di lì il trekking prosegue nel Gruppo Sella e ai piedi del Sassolungo, prima di raggiungere il Catinaccio. Si procede poi nel gruppo del Latemar, caratterizzato da roccette, ghiaioni, pinnacoli e da una delle sue più famose guglie, la Torre di Pisa. A questo punto – con la discesa verso il Passo di Lavazè ed il passaggio da Passo Oclini – si torna verso Cavalese, punto di arrivo di questo emozionante trekking.

LE TAPPE:

I.       Da Cavalese – rif. Paion del Cermis al rif. Cauriol, 9 ore con 600 m di salita e 1.200 m di discesa;

II.     Dal rif. Cauriol al biv. Paolo e Nicola, 5 ore con 900 m di salita e 300 m di discesa;

III.    Dal biv. Paolo e Nicola a San Martino di Castrozza, 10 ore con 500 m di salita e 1.200 m di discesa;

IV.    Da San Martino di Castrozza al Cant del Gal per il rif. del Velo, 8 ore con 1.100 m di salita e 1.400 m di discesa;

V.      Dal Cant del Gal al rif. Pedrotti alla Rosetta, per il rif. Pradidali e il passo di Ball, 7 ore con 1.600 m di salita e 160 m di discesa;

VI.    Dal rif. Pedrotti alla Rosetta alla Capanna Cervino, 4 ore con 500 m di salita e 900 m di discesa;

VII.   Da Capanna Cervino al rif. Contrin per i Passi Valles e San Pellegrino, 10 ore con 1.400 m di salita e 1.500 m di discesa;

VIII.  Dal rif. Contrin al rif. Pian dei Fiacconi per Forcella Marmolada, 5 ore con 1.030 m di salita e 340 m di discesa;

VIII.  (Variante meno impegnativa) Dal rif. Contrin a Canazei per Ciampac, 5 ore con 730 m di salita e 625 m (più altri 680 m se si scende ad Alba di Canazei a piedi e non in funivia) in discesa;

IX.    Dal rif. Pian dei Fiacconi a Canazei per il rif. Viel del Pan, 6 ore con 380 m di salita e 1.360 m di discesa;

X.     Da Canazei al rif. Antermoia per i passi Duron e Ciaregole, 6 ore con 500 m di salita e 450 m di discesa;

XI.    Dal rif. Antermoia al rif. Gardeccia, per passo Principe, 4 ore con 280 m di salita e 820 m di discesa;

XII.   Dal rif. Gardeccia al passo Costalunga, 4 ore con 350 m di salita e 530 m di discesa;

XIII.  Dal passo Costalunga al rif. Torre di Pisa per il biv. Rigatti, 5 ore con 950 m di salita;

XIV.  Dal rif. Torre di Pisa al passo di Lavazzè per il passo Feudo, 4 ore con 850 m di discesa;

XV.   Dal passo di Lavazzè a Cavalese per i passi Oclini e Cugola, 4 ore con 270 m di salita e 1.050 m di discesa.

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