Il Brain Walking

OLYMPUS DIGITAL CAMERA Brain Walking: 

“Soltanto i pensieri nati camminando hanno valore”. In questa affermazione – tratta dal dialogo del Precario e di Friedrich Nietzsche – si racchiude il cuore della filosofia Brain Walking.

 Naturale evoluzione del Nordic Walking – l’ormai diffusa camminata con i bastoncini che permette di distribuire il carico del corpo anche sulle braccia coinvolgendo il fisico a 360 gradi – il Brain Walking associa i benefici della camminata con i bastoncini a quelli più strettamente creativi che scaturiscono dalla pratica effettuata con il giusto stato mentale.

Il benessere che il fisico ricava da una passeggiata non è mai stato in discussione,
ma anche le ricadute positive sul “cammino” della mente sono un’esperienza nota da centinaia di anni. Già nel passato, infatti, molti filosofi e scrittori hanno ammesso di aver avuto vere e proprie illuminazioni durante una camminata, casuale o abituale, in cui sono riusciti a liberarsi da idee precostituite e rigidi ragionamenti. Un esempio su tutti, Aristotele e la scuola peripatetica da lui fondata, universalmente nota proprio per l’abitudine del maestro di insegnare passeggiando.

logo-brain-davanti-tuta-12-1024x768 Decidere in modo consapevole di camminare nella natura per liberare la mente ed entrare in contatto con il proprio inconscio, ricavandone idee geniali e nuove strategie di vita, è però un approccio del tutto nuovo pensato per strutturare come supporto all’ottenimento di precisi risultati quali la generazione di nuove idee, l’analisi e la gestione dei conflitti e la fluidità e l’efficacia dell’interlocuzione con le persone con cui facciamo squadra.foto 11.1 pagina intera

Il concetto di base del Brain Walking è di camminare lentamente o a ritmo più spedito, ma senza fretta e senza mète o traguardi, staccando dai frenetici ritmi quotidiani per risintonizzare il proprio IO sui cicli lenti della natura. Questo consente, un po’ alla volta, di disincagliare la mente dalla fitta e complessa rete di condizionamenti che la imprigionano, per predisporla ad accogliere positivamente stimoli differenti e diverse prospettive di osservazione delle problematiche da risolvere o delle soluzioni da trovare.

Questa è la nuova dimensione del camminare chiamata “Brain Walking”, che ho analizzato  e sistematizzato insieme al consulente di management Claudio Vitali.

foto 11.3Le fasi fondamentali del processo sono quattro. La prima è il momento che precede la camminata, in cui il praticante focalizza le sue esigenze e le annota “nero su bianco” per potersi meglio concentrare durante la sessione di Nordic Walking. In questa fase, la persona definisce chiaramente i propri desideri e obiettivi e si “amalgama” con essi. La seconda fase è strettamente legata all’inconscio e consiste nel liberare la mente dai pensieri e dalle idee di tutti i giorni per concentrare l’attenzione esclusivamente sull’esecuzione del movimento puro, vissuto in tutte le sue componenti quali stile, ritmo, regolarità e leggerezza, in un continuo e armonico corpo-mente-natura che permette di raggiungere una dimensione senza tempo. La terza fase è quella dell’arrivo –sorprendente e inatteso – delle prime intuizioni e degli spunti creativi, ancora però in forma grezza e indefinita. In questa fase è fondamentale appuntare le prime intuizioni che, con il procedere della camminata, si faranno sempre più chiare e definite. Il percorso termina con la quarta fase, nella quale si valutano i primi pensieri annotati e le idee grezze sono trasformate in idee più articolate, grazie all’ausilio del pensiero logico-analitico e al confronto dialettico con il formatore e – nel caso frequente di esercitazioni in gruppo –  con gli altri brainwalkers.OLYMPUS DIGITAL CAMERA

Il confronto con gli altri partecipanti alla sessione di Brain Walking, consente infatti, di estendere l’esercizio del singolo a un vero è proprio Brainstorming, ovvero una tecnica di generazione di creatività di gruppo, volta a far emergere nuove idee o soluzioni per la compagnia committente. Il Brain Walking visto quindi non soltanto come mezzo per stimolare e favorire la crescita personale, ma anche come strumento di formazione aziendale per studiare nuove strategie d’impresa e per aiutare manager e professionisti a migliorare le proprie prestazioni. Impensabili sono i risultati positivi della sostituzione delle sale riunioni con la natura (vera e propria aula a cielo aperto), delle tavole rotonde e dei grafici con rilassanti passeggiate dove si impara – in gruppo – a muovere in armonia mente e corpo. Giochi di psicologia cognitiva e team orienteering, ossia attività di orientamento di squadra, completano il quadro formativo e aiutano a evidenziare i comportamenti propositivi o le debolezze nell’ambito del gruppo, onde evitare le trappole mentali che ostacolano la crescita del singolo o del team. (Pino Dellasega)

 

 

 

 



 

 

 

 

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